Biblia Sacra (Vulgata Clementina)

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2:1 super custodiam meam stabo et figam gradum super munitionem et contemplabor ut videam quid dicatur mihi et quid respondeam ad arguentem me

2:1 Io starò vegliante a far la mia sentinella, pianterò il piede sul forte per vedere quello, che a me dirassi, e quel, ch'io abbia a rispondere a chi mi riprende.

2:2 et respondit mihi Dominus et dixit scribe visum et explana eum super tabulas ut percurrat qui legerit eum

2:2 E il Signore mi rispose, e disse: Scrivi la visione, e stendila sopra le tavolette, affinchè chi la legge, la scorra agevolmente;

2:3 quia adhuc visus procul et apparebit in finem et non mentietur si moram fecerit expecta illum quia veniens veniet et non tardabit

2:3 Perocché la visione è di cosa ancor lontana; ma apparirà nel fine, e non sarà menzognera. Se differirà, tu aspettalo; perocché il venturo verrà, e non tarderà.

2:4 ecce qui incredulus est non erit recta anima eius in semet ipso iustus autem in fide sua vivet

2:4 Ma chi è incredulo, non ha in se un'anima giusta. Il giusto poi nella fede sua viverà.

2:5 et quomodo vinum potantem decipit sic erit vir superbus et non decorabitur qui dilatavit quasi infernus animam suam et ipse quasi mors et non adimpletur et congregabit ad se omnes gentes et coacervabit ad se omnes populos

2:5 Ma siccome il vino inganna chi lo beve, cosi sarà dell'uomo superbo, il quale resterà senza onore. Egli, che ha le voglie ampie come l'inferno, ed è insaziabile come la morte, e sotto di se riunir vorrebbe tutte le genti, e tutti insieme ammassare i popoli.

2:6 numquid non omnes isti super eum parabolam sument et loquellam enigmatum eius et dicetur vae ei qui multiplicat non sua usquequo et adgravat contra se densum lutum

2:6 Non canteranno forse tutti questi sopra di lui la loro parabola, e i loro proverbi, e non si dirà egli: Guai a chi accumula roba non sua: e fino a quando mette egli insieme in suo danno il denso fango?

2:7 numquid non repente consurgent qui mordeant te et suscitabuntur lacerantes te et eris in rapinam eis

2:7 Non si leverà egli su repentinamente chi ti morderà; e non verrà fuori chi ti sbranerà, e tu sarai loro preda?

2:8 quia tu spoliasti gentes multas spoliabunt te omnes qui reliqui fuerint de populis propter sanguinem hominis et iniquitatem terrae civitatis et omnium habitantium in ea

2:8 Perchè tu hai spogliate molte genti spoglieranno te tutti coloro, che saranno rimasi di quelle nazioni, a motivo del sangue degli uomini, e per le iniquità fatte contro la terra, contro la città, e tutti i suoi abitatori.

2:9 vae qui congregat avaritiam malam domui suae ut sit in excelso nidus eius et liberari se putat de manu mali

2:9 Guai a chi raguna i frutti di un'avarizia perniciosa alla propria casa, affinchè sia più in alto il suo nido, credendo di salvarsi dagli artigli del male.

2:10 cogitasti confusionem domui tuae concidisti populos multos et peccavit anima tua

2:11 quia lapis de pariete clamabit et lignum quod inter iuncturas aedificiorum est respondebit

2:11 Tu hai studiato il modo di disonorar la tua casa; hai straziati molti popoli, e l'anima tua peccò. Perocché i sassi alzeran le voci dalla muraglia, e il legname, che sta nelle giunture della fabbrica, replicherà:

2:12 vae qui aedificat civitatem in sanguinibus et praeparat urbem in iniquitate

2:13 numquid non haec a Domino sunt exercituum laborabunt enim populi in multo igni et gentes in vacuum et deficient

2:13 Guai a chi edifica una città a forza di sangue sparso, e la fonda sull'iniquità,. Queste cose non son elleno (predette) dal Signore degli eserciti? imperocché si affanneranno in vano i popoli, e le genti per un gran fuoco, e verran meno.

2:14 quia replebitur terra ut cognoscat gloriam Domini quasi aquae operientes mare

2:14 Perocché la terra sarà inondata, come l'alveo del mare è coperto dalle acque, affinchè sia conosciuta la gloria del Signore.

2:15 vae qui potum dat amico suo mittens fel suum et inebrians ut aspiciat nuditatem eius

2:15 Guai a colui, che dà da bere al suo amico, mescendovi il suo fiele, e lo imbriaca per vederlo ignudo.

2:16 repletus est ignominia pro gloria bibe tu quoque et consopire circumdabit te calix dexterae Domini et vomitus ignominiae super gloriam tuam

2:16 Invece di gloria, tu sarai ricolmo d'ignominia: bevi anche tu, e assopisciti: starà intorno a te il calice della destra del Signore; e un vomito obbrobrioso (verrà) sopra la tua gloria.

2:17 quia iniquitas Libani operiet te et vastitas animalium deterrebit eos de sanguinibus hominis et iniquitate terrae et civitatis et omnium habitantium in ea

2:17 Conciossiachè le iniquità fatte sul Libano ti sommergeranno; e la distruzione fatta da queste fiere le atterrirà, per ragion del sangue degli uomini, e per l'iniquità contro la terra, e la città, e tutti i suoi abitatori.

2:18 quid prodest sculptile quia sculpsit illud fictor suus conflatile et imaginem falsam quia speravit in figmento fictor eius ut faceret simulacra muta

2:18 A che giova la statua fatta dal suo artefice collo scalpello, e la falsa figura di getto? Pur l'artefice pone speranza nel suo lavoro, e fa de' nuovi simolacri.

2:19 vae qui dicit ligno expergiscere surge lapidi tacenti numquid ipse docere poterit ecce iste coopertus est auro et argento et omnis spiritus non est in visceribus eius

2:19 Guai a colui, che dice al legno: Svegliati: e alla morta pietra: Alzati. Può ella forse insegnare a te? Ecco, che ella è coperta di oro, e d'argento; ma spirito alcuno nelle viscere di lei non è.

2:20 Dominus autem in templo sancto suo sileat a facie eius omnis terra

2:20 Ma il Signore è nel suo tempio santo. Dinanzi a lui si taccia la terra.