
Giuseppe
San Giuseppe è patrono dei lavoratori perché fu lui stesso artigiano: il Vangelo lo chiama téktōn, cioè falegname o carpentiere — l’uomo che costruisce con le mani, che insegnò al Figlio di Dio la dignità del lavoro manuale. Per questa ragione papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe Lavoratore il 1° maggio 1955, rispondendo alla Festa del Lavoro comunista con il patrono celeste dei lavoratori del mondo. È patrono dei padri di famiglia perché custodì, nutrì e protesse Gesù e Maria con una fedeltà silenziosamente eroica — dal faticoso viaggio a Betlemme alla fuga in Egitto, dal ritrovamento del figlio al tempio alla vita nascosta di Nazaret. Lo si invoca per la morte felice perché si ritiene che sia morto assistito da Gesù e Maria, la migliore morte che un cristiano possa sperare; questa tradizione lo rende il patrono naturale di chi è vicino alla fine. Papa Pio IX lo proclamò Patrono della Chiesa Universale nel 1870.
San Giuseppe è il marito della Beata Vergine Maria e padre putativo di Gesù Cristo. Carpentiere di Nazaret, discendente della casa di Davide, accolse per fede il mistero dell’Incarnazione quando un angelo gli rivelò in sogno la natura divina del figlio di Maria. La sua vita pubblica è quasi silenziosa, ma la tradizione lo onora come il più grande dei santi dopo la Vergine.