
Kateri Tekakwitha
Santa Kateri Tekakwitha è la prima nativa americana canonizzata e la sua storia rappresenta la santità fiorita nell’incontro tra l’America indigena e il Vangelo: Mohawk per parte di padre e Algonchina cristiana per parte di madre, si battezzò a vent’anni contro l’opposizione del clan, fu costretta a fuggire verso il villaggio missionario cristiano di Kahnawake e lì visse una vita di preghiera e penitenza radicale fino alla morte a ventiquattro anni. La sua devozione alla natura — pregava nei boschi, inginocchiata nella neve — la rende un’icona dell’ecologia spirituale. Rimasta orfana a quattro anni per un’epidemia di vaiolo che la sfigurò e la lasciò con la vista danneggiata, è patrona degli orfani e degli esiliati.
Santa Kateri Tekakwitha fu la prima nativa americana ad essere canonizzata. Nata nel 1656 da padre Mohawk e madre Algonchina cristiana, rimase orfana e sfigurata dal vaiolo all’età di quattro anni. Si convertì al cattolicesimo a vent’anni e visse una vita di straordinaria devozione e penitenza. Morì nel 1680 a ventiquattro anni.