
Sebastiano
San Sebastiano è patrono degli atleti perché l’arte rinascimentale — che lo ha reso uno dei soggetti più dipinti della storia — lo mostra come un giovane dal corpo perfetto e atletico, trafitto di frecce ma non abbattuto: il modello della bellezza fisica e della resistenza al dolore. Gli arcieri lo rivendicano per lo strumento stesso del suo primo martirio. Contro la peste viene invocato fin dal Medioevo: le frecce che trafiggevano il corpo di Sebastiano ricordavano il “morbo che avanza come freccia” del Salmo 91, e durante le epidemie lo si portava in processione. È patrono dei soldati perché era egli stesso ufficiale romano, e quella lealtà militare si trasformò nella fedeltà alla fede cristiana che gli costò la vita.
San Sebastiano fu un soldato romano martirizzato intorno all’anno 288. Capitano della guardia pretoriana dell’imperatore Diocleziano, rimase segreto cristiano che assisteva i confratelli in prigione fino a quando fu scoperto, condannato ad essere trafitto dalle frecce, e poi sopravvissuto miracolosamente solo per essere picchiato a morte.