Biblia Sacra (Vulgata Clementina)
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36
11:1 dico ergo numquid reppulit Deus populum suum absit nam et ego Israhelita sum ex semine Abraham tribu Beniamin
11:1 Adunque io dico: forse che ha Iddio rigettato il suo popolo? Mai no. Conciossiachè io pure sono Israelita, del seme di Abramo, della tribù di Beniamino:
11:2 non reppulit Deus plebem suam quam praesciit an nescitis in Helia quid dicit scriptura quemadmodum interpellat Deum adversus Israhel
11:2 Non ha rigettato Dio quel popolo, che egli ha preveduto. Non sapete voi quel, che dice la Scrittura in persona di Elia: e come egli sollecita Dio contro Israele?
11:3 Domine prophetas tuos occiderunt altaria tua suffoderunt et ego relictus sum solus et quaerunt animam meam
11:3 Signore, hanno uccisi i tuoi Profeti, han rovinati i tuoi altari: e io son rimasto solo, e vogliono la mia vita.
11:4 sed quid dicit illi responsum divinum reliqui mihi septem milia virorum qui non curvaverunt genu Baal
11:4 Ma che dice a lui la risposta di Dio? Mi son riserbato sette mila uomini, i quali non han piegato il ginocchio dinanzi a Baal.
11:5 sic ergo et in hoc tempore reliquiae secundum electionem gratiae factae sunt
11:5 Nello stesso modo adunque anche adesso sono stati salvati i riserbati secondo l'elezione della grazia.
11:6 si autem gratia non ex operibus alioquin gratia iam non est gratia
11:6 E se per grazia, dunque non per le opere: altrimenti la grazia non è più grazia.
11:7 quid ergo quod quaerebat Israhel hoc non est consecutus electio autem consecuta est ceteri vero excaecati sunt
11:7 E che adunque? Israele non ha conseguito quel, che cercava: lo hanno conseguito gli eletti: tutti gli altri poi si sono accecati:
11:8 sicut scriptum est dedit illis Deus spiritum conpunctionis oculos ut non videant et aures ut non audiant usque in hodiernum diem
11:8 Come sta scritto: Dio diede loro lo spirito di stupidità: occhi, perché non veggano, e orecchi, perché non odano fino al giorno d'oggi.
11:9 et David dicit fiat mensa eorum in laqueum et in captionem et in scandalum et in retributionem illis
11:9 E Davidde dice: La loro mensa diventi per essi un lacciuolo, e un cappio, e un inciampo, e ciò per giusta loro punizione.
11:10 obscurentur oculi eorum ne videant et dorsum illorum semper incurva
11:10 Si offuschino i loro occhi, sicché non veggano: e aggrava mai sempre il loro dorso.
11:11 dico ergo numquid sic offenderunt ut caderent absit sed illorum delicto salus gentibus ut illos aemulentur
11:11 Io dico adunque: hanno egli no inciampato in tal guisa (solo) per cadere? Mai no. Ma il loro delitto è salute alle genti, ond' essi prendano ad emularle.
11:12 quod si delictum illorum divitiae sunt mundi et deminutio eorum divitiae gentium quanto magis plenitudo eorum
11:12 Che se il loro delitto è la ricchezza del mondo, e la loro scarsezza è ricchezza delle nazioni: quanto più la loro pienezza?
11:13 vobis enim dico gentibus quamdiu quidem ego sum gentium apostolus ministerium meum honorificabo
11:13 Imperocché a voi. Gentili, io dico: in quanto io sono Apostolo delle genti, farò imore al mio ministero,
11:14 si quo modo ad aemulandum provocem carnem meam et salvos faciam aliquos ex illis
11:14 Se mai provocassi ad emulazione il mio sangue, e salvassi alcnni di loro.
11:15 si enim amissio eorum reconciliatio est mundi quae adsumptio nisi vita ex mortuis
11:15 Imperocché se il loro rigettamento e la riconciliazione del mondo: che sarà il loro ricevimento, se non una risurrezione da morte?
11:16 quod si delibatio sancta est et massa et si radix sancta et rami
11:16 Che se le primizie sono sante, lo è pur la massa: e se santa la radice, santi anche i rami.
11:17 quod si aliqui ex ramis fracti sunt tu autem cum oleaster esses insertus es in illis et socius radicis et pinguidinis olivae factus es
11:17 Che se alcuni de' rami sono stati svelti, e tu essendo un ulivo selvatico, se' stato in loro luogo innestato, e fatto consorte della radice, e del grasso dell'olivo,
11:18 noli gloriari adversus ramos quod si gloriaris non tu radicem portas sed radix te
11:18 Non voler vantarti contro a rami. Che se ti vanti: tu non porti già la radice, ma la radice porta te.
11:19 dices ergo fracti sunt rami ut ego inserar
11:19 Dirai però: que' rami furono svelti, perché io fossi innestato.
11:20 bene propter incredulitatem fracti sunt tu autem fide stas noli altum sapere sed time
11:20 Bene: sono stati svelti per l'incredulità. E tu stai saldo per la fede: non levarti in superbia, ma temi.
11:21 si enim Deus naturalibus ramis non pepercit ne forte nec tibi parcat
11:21 Imperocché se Dio non perdonò ai rami naturali: non perdonerà neppure a te.
11:22 vide ergo bonitatem et severitatem Dei in eos quidem qui ceciderunt severitatem in te autem bonitatem Dei si permanseris in bonitate alioquin et tu excideris
11:22 Osserva adunque la bontà, e la severità di Dio: la severità verso dì quelli, che caddero: la bontà di Dio verso di te, se ti atterrai alla bontà, altrimenti sarai reciso anche tu.
11:23 sed et illi si non permanserint in incredulitate inserentur potens est enim Deus iterum inserere illos
11:23 Ed eglino pure, se non resteranno nella incredulità, saranno innestati: conciossiachè potente è Dio per nuovamente innestarli.
11:24 nam si tu ex naturali excisus es oleastro et contra naturam insertus es in bonam olivam quanto magis hii secundum naturam inserentur suae olivae
11:24 Imperocché se tu sei stato staccato dal naturale ulivastro, e contro natura se' stato innestato al buono ulivo: quanto più quegli, che sono della stessa natura, saranno al proprio ulivo innestati?
11:25 nolo enim vos ignorare fratres mysterium hoc ut non sitis vobis ipsis sapientes quia caecitas ex parte contigit in Israhel donec plenitudo gentium intraret
11:25 Imperocché non voglio, che siavi ignoto, o fratelli, questo mistero (affinchè dentro di voi non vi giudichiate sapienti), che l'induramento è avvenuto in una parte ad Israele, perfino a tanto che sia entrata la pienezza delle genti,
11:26 et sic omnis Israhel salvus fieret sicut scriptum est veniet ex Sion qui eripiat avertet impietates ab Iacob
11:27 et hoc illis a me testamentum cum abstulero peccata eorum
11:27 E cosi si salvi tutto Israele, conforme sta scritto: Verrà di Sion il liberatore, e scaccerà la empietà da Giacobbe. E avranno essi da me questa alleanza, quando avrò tolti via i loro peccati.
11:28 secundum evangelium quidem inimici propter vos secundum electionem autem carissimi propter patres
11:28 Riguardo al Vangelo, nemici per cagione di voi: riguardo poi alla elezione, carissimi per cagione de' padri.
11:29 sine paenitentia enim sunt dona et vocatio Dei
11:29 Conciossiaché i doni, e la vocazione di Dio non soggiacciono a pentimento.
11:30 sicut enim aliquando et vos non credidistis Deo nunc autem misericordiam consecuti estis propter illorum incredulitatem
11:30 Imperocché siccome anche vói una volta non credeste a Dio, e ora con seguito avete misericordia per la loro incredulità:
11:31 ita et isti nunc non crediderunt in vestram misericordiam ut et ipsi misericordiam consequantur
11:31 Cosi anch' essi adesso non han creduto, affinché per la misericordia fatta a voi conseguivano anch' essi misericordia.
11:32 conclusit enim Deus omnia in incredulitatem ut omnium misereatur
11:32 Imperocché restrinse Dio tutti nella incredulità, affla di usare a tutti misericordia.
11:33 o altitudo divitiarum sapientiae et scientiae Dei quam inconprehensibilia sunt iudicia eius et investigabiles viae eius
11:33 O profondità delle ricchezze della sapienza, e della scienza di Dio: quanto incomprensibili sono i suoi giudizj, e imperscrutabili le sue vie!
11:34 quis enim cognovit sensum Domini aut quis consiliarius eius fuit
11:34 Imperocché chi ha conosciuto la mente del Signore? O chi a lui die consiglio?
11:35 aut quis prior dedit illi et retribuetur ei
11:35 Ovvero chi è stato il primo a dare a lui, e saragli restituito?
11:36 quoniam ex ipso et per ipsum et in ipso omnia ipsi gloria in saecula amen
11:36 Conciossiachè da lui, e per lui, e a lui sono tutte le cose: a lui gloria pe' secoli. Così sia.