12:1 O quam bonus et suavis est, Domine, spiritus tuus in omnibus !
12:1 Quanto è benigno, e sovave, o Signore, il tuo spirito in tutte le cose!
12:2 Ideoque eos qui exerrant partibus corripis, et de quibus peccant admones et alloqueris, ut relicta malitia credant in te, Domine.
12:2 Onde tu gli erranti appoco appoco correggi, e de' loro falli gli ammonisci, e parli loro, affinchè messa da parte la malizia credano in te, o Signore.
12:3 Illos enim antiquos inhabitatores terræ sanctæ tuæ, quos exhorruisti,
12:3 Imperocché tu avevi in abbominazione quelli abitatori antichi della tua terra santa,
12:4 quoniam odibilia opera tibi faciebant per medicamina et sacrificia injusta,
12:4 Perché orrende cose facevano contro di te co' lor veneficj, e sagrifizj scelerati,
12:5 et filiorum suorum necatores sine misericordia, et comestores viscerum hominum, et devoratores sanguinis a medio sacramento tuo,
12:5 Che uccidevano senza pietà i propri figliuoli, e divoravano le viscere degli uomini, e beveano il sangue in mezzo alla sacrata tua terra.
12:6 et auctores parentes animarum inauxiliatarum, perdere voluisti per manus parentum nostrorum :
12:6 Questi genitori, autori della strage di quelle creature abbandonate, tu volesti distruggerli per le mani de' padri nostri,
12:7 ut dignam perciperent peregrinationem puerorum Dei, quæ tibi omnium carior est terra.
12:7 Affinchè la terra cara a te più, che tutte le altre, accogliesse la degna colonia de' figliuoli di Dio.
12:8 Sed et his tamquam hominibus pepercisti, et misisti antecessores exercitus tui vespas, ut illos paulatim exterminarent.
12:8 Ma anche a questi come uomini avesti riguardo, e mandasti quai battitori del tuo esercito le vespe, le quali appoco appoco gli sterminassero.
12:9 Non quia impotens eras in bello subjicere impios justis, aut bestiis sævis, aut verbo duro simul exterminare :
12:9 Non perché tu non potessi soggettare a mano armata gli empj ai giusti, o tutti sterminarli per mezzo di bestie feroci, o con una dura parola:
12:10 sed partibus judicans, dabas locum pœnitentiæ, non ignorans quoniam nequam est natio eorum, et naturalis malitia ipsorum, et quoniam non poterat mutari cogitatio illorum in perpetuum.
12:10 Ma gradatamente punendoli lascia vi luogo alla penitenza, benché non ignorassi tu come quella nazione era scellerata, e connaturale a quelli era la malizia, e come non potevan cangiarsi i loro pensieri giammai.
12:11 Semen enim erat maledictum ab initio ; nec timens aliquem, veniam dabas peccatis illorum.
12:11 Perocché eran quelli una progenie maledetta fin da principio; e tu risparmiando i loro peccati non facevi per timore di alcuno.
12:12 Quis enim dicet tibi : Quid fecisti ? aut quis stabit contra judicium tuum ? aut quis in conspectu tuo veniet vindex iniquorum hominum ? aut quis tibi imputabit, si perierint nationes quas tu fecisti ?
12:12 Imperocché chi dirà a te: Che è quello, che tu hai fatto? O chi si opporrà a' tuoi giudizj? o chi verrà a te davanti in difesa di uomini iniqui? o chi a te imputerà lo sterminio delle nazioni create da te?
12:13 Non enim est alius deus quam tu, cui cura est de omnibus, ut ostendas quoniam non injuste judicas judicium.
12:13 Perocché altro Dio non havvi fuori di te, che hai cura di tutti, onde dai a conoscere, come tu ingiustamente non giudichi.
12:14 Neque rex, neque tyrannus in conspectu tuo inquirent de his quos perdidisti.
12:14 Né re alcuno, né principe domanderà conto davanti a te di quelli, che avrai fatto perire.
12:15 Cum ergo sis justus, juste omnia disponis ; ipsum quoque qui non debet puniri, condemnare, exterum æstimas a tua virtute.
12:15 Ma essendo tu giusto con giustizia ordini tutte le cose, e il condannare colui, che non debbe essere punito, il giudichi tu cosa aliena da tua possanza.
12:16 Virtus enim tua justitiæ initium est, et ob hoc quod Dominus es, omnibus te parcere facis.
12:16 Conciossiaché la tua possanza è principio di giustizia, e perché tu se' il Signore di tutti, con tutti ti fai indulgente.
12:17 Virtutem enim ostendis tu, qui non crederis esse in virtute consummatus, et horum qui te nesciunt audaciam traducis.
12:17 Ma la tua possanza tu dai a conoscere quando non se' creduto perfettamente potente, e gastighi la contumacia di quelli, che non ti riconoscono.
12:18 Tu autem dominator virtutis, cum tranquillitate judicas, et cum magna reverentia disponis nos : subest enim tibi, cum volueris posse.
12:18 Ma tu dominatore potente giudichi senza passione, e con gran moderazione ci governi; perché pronto hai il potere quando hai il volere.
12:19 Docuisti autem populum tuum per talia opera, quoniam oportet justum esse et humanum ; et bonæ spei fecisti filios tuos, quoniam judicans das locum in peccatis pœnitentiæ.
12:19 Per tali maniere tu hai insegnato al tuo popolo come fa di mestieri, che il giusto sia ancora benigno, e i tuoi figliuoli hai avvezzati a bene operare, per ché quando li giudichi pe' lor peccati, lasci luogo alla penitenza.
12:20 Si enim inimicos servorum tuorum, et debitos morti, cum tanta cruciasti attentione, dans tempus et locum per quæ possent mutari a malitia :
12:20 Imperocché se i nemici de' servi tuoi già rei di morte gastigasti con tanto riguardo, dando loro tempo, e comodità, perché potessero rinunziare alla malizia,
12:21 cum quanta diligentia judicasti filios tuos, quorum parentibus juramenta et conventiones dedisti bonarum promissionum !
12:21 Con quanta cautela hai tu giudicati li tuoi figliuoli, a' padri de' quali facesti le buone promesse pattuite, e giurate?
12:22 Cum ergo das nobis disciplinam, inimicos nostros multipliciter flagellas, ut bonitatem tuam cogitemus judicantes, et cum de nobis judicatur, speremus misericordiam tuam.
12:22 Quando adunque noi tu correggi, molto più tu flagelli i nostri nemici, affinchè noi ripensiamo, e siamo attenti alla tua bontà, e quando si fa giudizio di noi, nella tua misericordia speriamo.
12:23 Unde et illis qui in vita sua insensate et injuste vixerunt, per hæc quæ coluerunt dedisti summa tormenta.
12:23 Per la qual cosa eziandìi a quelli, che nella loro vita si diportarono da insensati, ed ingiusti, desti tu sommi tormenti per mezzo di quelle cose, che aveano adorate.
12:24 Etenim in erroris via diutius erraverunt, deos æstimantes hæc quæ in animalibus sunt supervacua, infantium insensatorum more viventes.
12:24 Perocché eglino per lungo tempo camminarono traviati per la via dell'errore, credendo dei que', che sono i più vili tragli animali, e vivendo da ragazzi senza ragione.
12:25 Propter hoc tamquam pueris insensatis judicium in derisum dedisti.
12:25 Per questo come a ragazzi insensati tu desti loro gastigo di scherno:
12:26 Qui autem ludibriis et increpationibus non sunt correcti, dignum Dei judicium experti sunt.
12:26 Ma quelli, che agli scherni, e alle grida non si emendarono, provaron gastigo degno di Dio:
12:27 In quibus enim patientes indignabantur per hæc quos putabant deos, in ipsis cum exterminarentur videntes, illum quem olim negabant se nosse, verum Deum agnoverunt ; propter quod et finis condemnationis eorum venit super illos.
12:27 Imperocché da quello stesso, che con indignazione soffrivano per mezzo di quelle cose, ch'ei credevano dei, da questo nel tempo, che erano straziati, si accorsero, e riconobbero vero Dio esser quello, che una volta negavano di conoscere; per la qual cosa piombò sopra di loro la finale condannagione.